Mary Ainsworth e le prime ricerche sull'attaccamento
Di seguito i punti principali della teoria di John Bowlby
- la motivazione primaria degli esseri umani è la ricerca di contatto e di attaccamento con una figura di allevamento principale
- questa motivazione è innata, specie-specifica, e si manifesta in comportamenti universali
- gli istinti sono pre-adattati all'ambiente umano, in contrasto con la teoria classica di Freud
- per Bowlby le ipotesi teoriche vanno sempre valutate su base empirica
La teoria dell'attaccamento si considera il frutto del lavoro congiunto tra Mary Ainsworth (1913-1999) e Bowlby.
Grazie ai suoi studi, la teoria dell'attaccamento ha acquisito un ruolo fondamentale non solo in psicologia dinamica, ma in molte altre aree della psicologia. Ainsworth seppe infatti proporre modelli e procedure sperimentali capaci di esplorare il sistema di attaccamento nella prima infanzia, avvicinando così la teoria alla psicologia empirica.
La rassegna del 1954 e la definizione di deprivazione materna
Per deprivazione materna si intende "l'interazione carente tra il bambino e la figura materna" (figura di allevamento principale, che nella maggior parte dei casi è la madre biologica). La deprivazione materna era stata studiata in tre situazioni distinte:
- carenza materna: insufficienza delle interazioni, quando la madre per qualunque motivo non è presente;
- distorsione materna: distorsione qualitativa delle interazioni, indipendentemente dal loro numero (per esempio nel caso di madri con depressione severa, dove l'interazione non è scarsa ma è alterata nella qualità);
- discontinuità materna: discontinuità relazionale dovuta alla separazione, quando un legame di attaccamento già formato viene interrotto.
I tre metodi di ricerca sulla deprivazione materna
Nel 1954, Ainsworth e Bowlby esaminarono insieme la letteratura empirica sugli effetti della deprivazione materna, distinguendo 3 tre metodi di ricerca sulla deprivazione materna
- studio retrospettivo dei casi: si studia un gruppo di pazienti con la stessa sindrome. Il loro passato viene analizzato per identificare i fattori associati e formulare ipotesi di causa-effetto
- follow-up retrospettivo: segue la logica opposta. Si osserva un gruppo di bambini che ha vissuto la stessa esperienza precoce (per esempio una separazione dalla madre) e li si segue nel tempo, per vedere se sviluppano un determinato disturbo. Questo metodo ha però dei limiti: richiede tempi molto lunghi, ed è difficile controllare l'omogeneità del campione
- osservazione diretta: consiste nell'osservare i bambini nel corso stesso dell'esperienza deprivante (per esempio in istituti o ospedali), permettendo di studiarne la risposta iniziale e l'adattamento
Le fasi di risposta alla separazione
Usando l'osservazione diretta Robertson e collaboratori osservarono con questo metodo bambini tra 1 e 4 anni separati dalla madre in istituti, concentrandosi sulle conseguenze della rottura di relazioni già consolidate.
Robertson osservò che la separazione dalla madre procedeva attraverso tre fasi tipiche:
- una fase di protesta, in cui il bambino piange e manifesta una profonda angoscia, cercando di ritrovare la madre
- una fase di disperazione, in cui il bambino, sempre più sfiduciato, rinuncia progressivamente a cercarla
- una fase di distacco, in cui appare più tranquillo e accetta le cure delle figure sostitutive
Robertson realizzò anche un film sui danni dell'ospedalizzazione precoce dei bambini piccoli separati dalla madre, intitolato "A two year old goes to the hospital" ("Un bambino di due anni va all'ospedale"). Il film mostrava proprio le fasi della separazione appena descritte, e influenzò molto l'opinione pubblica britannica sul tema.
Le conclusioni della rassegna del 1954
Bowlby e Ainsworth conclusero che la deprivazione materna nella prima e seconda infanzia ha conseguenze dannose per lo sviluppo del bambino, ma con effetti molto variabili per tipo, durata e gravità. Il motivo di questa variabilità non era ancora chiaro. Mancavano studi longitudinali, cioè ricerche capaci di seguire i bambini nel tempo per individuare quali variabili fossero davvero in gioco. Servivano quindi nuovi studi, come quello che Ainsworth avrebbe condotto sui Ganda.
Lo studio sui Ganda in Uganda (1963)
Le prime ricerche sul campo di Ainsworth furono condotte in Uganda. L'obiettivo era osservare il tipo di attaccamento madre-bambino nella popolazione locale e le risposte dei bambini alla separazione dalla madre, in uno studio di circa 7 mesi.
Il campione era composto da 28 bambini (13 femmine e 15 maschi, età media circa 6 mesi) appartenenti a famiglie di religioni diverse e situazioni coniugali diverse: un campione volutamente vario. Questa varietà, però, è anche un limite: non permette di distinguere gli effetti di variabili come il numero di fratelli in famiglia sulla relazione di attaccamento — un limite tipico delle prime ricerche sull'attaccamento, quando i campioni erano ancora piccoli. Per 7 mesi furono condotte visite sistematiche di circa due ore, durante le quali la ricercatrice intervistava le madri e osservava il comportamento dei bambini con una scheda strutturata.
Ainsworth definì l'attaccamento come la capacità del bambino di distinguere la madre dalle altre persone e di risponderle in modo diverso rispetto a chiunque altro. A livello pratico nello studio Ainsworth osservò i seguenti comportamenti osservabili, che funzionano come modelli di attaccamento:
- il pianto differenziato (il bambino piange solo quando esce la madre, non altri adulti);
- il sorriso differenziato e la vocalizzazione differenziata verso la madre;
- l'orientamento visuomotorio verso la madre;
- il seguirla, l'arrampicarsi su di lei, il nascondere il viso nel suo grembo;
- l'esplorare l'ambiente allontanandosi solo per brevi distanze, per poi tornare ogni volta da lei;
- l'aggrapparsi a lei, l'accoglierla alzando le braccia o battendo le mani.
Proprio dall'osservazione di questo andare e tornare durante l'esplorazione nasce il concetto di base sicura. Ciò che definisce una relazione di attaccamento, per Ainsworth, è la capacità del bambino di esplorare l'ambiente sapendo di poter tornare dalla madre quando si allontana troppo — usandola come un porto sicuro a cui fare sempre ritorno.
Le osservazioni di Ainsworth mostrarono:
- nel primo trimestre i primi comportamenti di attaccamento compaiono, ancora pochi e poco definiti, tra le 8 e le 12 settimane
- nel secondo trimestre il bambino mostra una preferenza per la madre attraverso sorriso e vocalizzazione differenziati
- nel terzo trimestre, dai 6 mesi, inizia a seguirla quando esce dalla stanza
- nel quarto trimestre piange meno all'uscita della madre, mostrando i primi segni di fiducia nel poterla usare come base sicura, mentre compare tipicamente la paura degli estranei
Proprio in questo periodo, quando compare la paura degli estranei, Bowlby e Ainsworth chiarivano un punto importante: principale non significa unica. Anche se esiste una figura di allevamento principale, il bambino comincia comunque a sviluppare legami di attaccamento anche con altre persone di riferimento.
Nello studio sui Ganda, Ainsworth classificò
- 16 bambini con attaccamento sicuro (pianto meno frequente)
- 7 con attaccamento insicuro (pianto frequente, comportamento capriccioso, scarso uso della madre come base sicura)
- 5 come non attaccati, privi di un modello di attaccamento riconoscibile
Contrariamente all'idea diffusa all'epoca che il bambino andasse lasciato piangere per non viziarlo, Ainsworth osservò che una risposta materna pronta e adeguata era associata a un bambino che piange meno e sviluppa più facilmente un attaccamento sicuro.
I fattori associati a un attaccamento sicuro risultarono essere:
- la qualità e quantità delle cure materne
- il calore materno (il fattore più fortemente presente in tutti e 16 i bambini con attaccamento sicuro)
- la quantità totale di cure (le assenze della madre, se ben compensate, non erano di per sé un problema)
- la capacità e motivazione della madre a fornire informazioni sul proprio bambino
- l'atteggiamento positivo della madre verso l'allattamento al seno
Non risultarono invece associati alla sicurezza dell'attaccamento né la presenza di più caregiver, né la modalità di allattamento (al seno o con il biberon).
La Strange Situation
Tornata dall'Uganda, Ainsworth mise a punto una procedura di laboratorio in grado di valutare lo stile di attaccamento del bambino: la Strange Situation.
La procedura prevede due stanze (una per l'esperimento, una per l'osservazione) e quattro osservatori con compiti diversi: uno registra un resoconto narrato su audio, un altro trascrive quanto osservato, un terzo prende appunti solo sul comportamento degli adulti (madre ed estranea), e un quarto cronometra gli episodi e dà alle attrici le istruzioni su quando entrare e uscire.
La Strange Situation si articola in otto episodi:
- lo sperimentatore introduce la madre e il bambino nella stanza, poi esce
- la madre resta sola con il bambino per 3 minuti, cercando di non attirarne l'attenzione
- entra l'estranea, che resta con madre e bambino per altri 3 minuti
- la madre esce e il bambino resta solo con l'estranea
- la madre rientra e l'estranea esce
- la madre esce e il bambino resta completamente solo
- l'estranea rientra
- la madre rientra e si ricongiunge con il bambino
Le variabili osservate comprendono il comportamento esplorativo, l'orientamento visivo, il pianto, la risposta all'uscita e al ritorno della madre, la risposta all'ingresso dell'estranea e la risposta a essere presi in braccio o adagiati a terra.
I bambini furono classificati in tre gruppi:
- il Gruppo A (4 bambini) poco turbato dalla separazione;
- il Gruppo B (6 bambini) con una chiara ansia da separazione ma un comportamento relativamente adattivo;
- il Gruppo C (4 bambini) con ansia da separazione e comportamento disadattivo.
In generale, i bambini esploravano l'ambiente con più tranquillità e curiosità in presenza della madre, mentre la curiosità diminuiva in presenza dell'estranea o in sua assenza; le separazioni erano associate a una minore esplorazione, e l'ansia cresceva con l'accumularsi degli episodi stressanti, portando a un maggior bisogno di contatto fisico al ritorno della madre.
I fattori che promuovono un attaccamento sicuro
Dallo studio della Strange Situation, Ainsworth individuò come fattori predittivi di un attaccamento sicuro:
- un contatto fisico frequente e prolungato, soprattutto nei primi 6 mesi
- la sensibilità della madre ai segnali del bambino
- un ambiente regolato, in cui il bambino possa percepire un senso di efficacia e prevedibilità delle proprie azioni
- la libertà di esplorare e imparare
- il piacere reciproco che madre e bambino ricavano dai loro scambi
La funzione più importante dell'attaccamento resta la capacità del bambino di usare la figura di allevamento come base sicura per esplorare il mondo.
Bowlby e Ainsworth ritenevano che la diffusione delle responsabilità di cura tra più adulti non fosse del tutto auspicabile: la figura materna principale può ricevere aiuto, ma deve restare unica e avere un ruolo prevalente rispetto alle altre figure di cura.
Su questo tema vanno però fatte due precisazioni. La prima: non è detto che la figura materna principale debba essere la madre biologica, e non è detto che l'impegno della madre nel lavoro o nella carriera sia dannoso per lo sviluppo del bambino. La seconda: queste erano ricerche pionieristiche sull'attaccamento, e il tema è stato poi rivalutato, per dare alla figura materna un ruolo più equilibrato tra accudimento del bambino e carriera.